Caro Zoro, ti ho visto al seguito della Polverini e della Bonino. Visto che stai seguendo da vicino la campagna elettorale nel Lazio, che impressioni ne stai avendo? Chi vedi avvantaggiato? - Circolo Pd Porto Voti
Impressioni poche e confuse, ma tutto molto divertente. Seguire una campagna elettorale passo passo, iniziativa per iniziativa, è esercizio che consiglio a chiunque, per passione o approfondimento professionale, fosse disposto a rinunciare per qualche giorno all'inerzia del racconto filtrato da show e share, e decidesse di toccare, vedere e annusare, anche a costo di rimanere travolto dagli eventi. Che è esattamente quello che m'è successo giovedì.
Bonino e Polverini, occasione più unica che rara, erano compresenti alla cerimonia per la prima pietra del porto turistico di Fiumicino. Sono andato, immaginandomi le due candidate amatorialmente in piedi su uno scoglio a cercar voti discorrendo di nautica e turismo. E invece no. Superata una sparuta rappresentanza di contestatori e un eccessivo spiegamento di polizia, carabinieri e scorte private e di Stato, sono entrato in un capannone pieno di costruttori, banchieri, ministri, presidenti, assessori, giornalisti, miss Italia, papaline e monache.
Francesco Bellavista Caltagirone, titolare del progetto, faceva gli onori di casa, ricambiato da istituzionali inchini e lumachevoli baciamano, complici pacche sulle spalle e monetizzabili strette di mano, con Letta (Gianni), Matteoli, Montino e Zingaretti a rappresentare chi Caltagirone non è. Alle parole sono seguiti i fatti, la classe politica s'è fatta operaia e tutti i succitati, benedetti dal vescovo e immortalati da Pizzi, hanno preso la cazzuola per affrescare di calce un blocco di cemento. A quel punto la Bonino non c'era già più. La Polverini abbracciava Caltagirone. Tutti gli altri attraccavano nel buffet. Cose che per farsene una ragione bisogna andarci. continua...
Caro Diego, ho visto che sei stato in Puglia nei giorni delle primarie. Che impressioni hai avuto una volta sul posto? Era prevedibile un risultato del genere? - Circolo Pd Tanto A Poco
Sì, un risultato del genere era prevedibile, era nelle cose, nei fatti, nelle facce delle persone che non vedevano l'ora di votare, anche e forse soprattutto in quelle di chi sosteneva Boccia, anche in quella di Boccia stesso. Non ci voleva molto, davvero sarebbero bastate poche ore di iniziative elettorali per respirare l'aria che tirava e ossigenarsene. Mai come stavolta, e sì che di precedenti anche recenti ce ne sono stati, chi guida il Pd è stato tanto lontano da chi il Pd lo vota, da chi fa sempre più fatica a capire la differenza che passa tra voglia di contare nella società e voglia di contarsi sulla carta preventivamente per poi scoprire di aver fatto male i conti. Non so cosa succederà a marzo, nessuno può saperlo ora, ma di certo c'è che chi ha votato Vendola, al di là della propria preferenza partitica, è convinto di vincere anche a marzo, e di convincere chi, se dovesse seguire i propri leader di riferimento, sulla carta non dovrebbe votarlo. Che poi fare politica dovrebbe essere soprattutto questo, riuscire a convincere delle tue ragioni, preferibilmente sulla base dei fatti, chi non la pensa come te. Il tassinaro che lunedì m'accompagnava all'aeroporto di Bari ascoltava eccitato le notizie sulla vittoria di Vendola alla radio, gasandosi per le imbarazzanti percentuali. Lui aveva votato Vendola il giorno prima, alle regionali di cinque anni fa, alle primarie di cinque anni fa, e rivoterà Vendola a marzo 2010. Per il resto, ci ha tenuto a dirmi, vota Fini, Alleanza Nazionale prima, Pdl poi. A lui dei partiti interessa poco. Valuta le persone, i fatti, le ripercussioni sul suo lavoro, sulla sua vita, sulla sua città. E come lui molti altri. Il bello è che il merito di tutto ciò (di una giunta che per i suoi cittadini ha ben operato) è anche e per certi versi soprattutto del Pd-Pds (che di quella giunta ha fatto parte).
Roba da andarne fieri ed orgogliosi per molto, se solo il Pd fosse un partito normale. continua...
Di Puglia e primarie, di Vendola e Boccia, di gente sola e in compagnia, di popolo e politica, di politica e popolo, verso Sud,
ripartendo da Sud. Questo e molto altro nella quarantaseiesima puntata di Tolleranza Zoro, la dodicesima per la nuova serie di Parla con me, in una versione di un minuto e mezzo circa più lunga rispetto a quanto andato in onda. Il video dura più di 10 minuti, ragion per cui, dato il limite imposto da YouTube, è stato necessario spezzarlo in due parti. Buona visione.
Ciao Zoro, ti ho visto alla Direzione regionale del Pd del Lazio di qualche giorno fa. Che impressione hai avuto? - Circolo Pd Bonina La Prima
Sono andato senza sapere bene cosa aspettarmi. In mattinata avevo letto su Repubblica un'intervista a Roberto Morassut nella quale diceva abbastanza chiaramente di voler fare le primarie per il Lazio, che tempo in fondo ce n'era, e che il metodo che stava portando la Bonino a candidarsi non era democratico; tanto mi bastavaper temere momenti di caciara pugliese difficilmente giustificabili per chiunque avesse un po' d'amor proprio. All'ingresso vari capannelli di rappresentanti locali di questa e quella mozione congressuale s'accordavano su qualcosa, non so cosa, comunque s'accordavano, inciafrugliando e impicciando alla luce delle telecamere, tanto alla luce da sperare fosse a fin di bene. E così è stato. Alla presenza dell'esploratore Zingaretti, il segretario Mazzoli ha presentato la candidatura Bonino ai presenti con tanto di quell'ardore da far cadere addormentato più volte Migliavacca, lì presente in qualità di "compagno del nazionale venuto a vigilare sui lavori". Quando poi è intervenuto Morassut, l'intervista del giorno stesso è parzialmente rientrata. Ha ammesso che per le primarie è ormai tardi, ma insomma, non è così che si sceglie un candidato. Poi è stata la volta di Michele Meta, della mozione Marino, come ha più volte ricordato ai più distratti (mi chiedo per quanto tempo ancora andranno avanti con i biglietti da visita delle mozioni congressuali), il quale, oltre a ripetere a mo' di mantra che per battere la Polverini ci sono ben 90 giorni (qualcuno gli dica che se va a votare tra 90 giorni troverà solo bidelli e scolaresche), ha detto che la Bonino è fichissima però comunque non è così che si sceglie un candidato. Col braccio ingessato è infine arrivata la Costa, che in quanto cattolica ha detto che lei e quelli come lei detteranno alla Bonino condizioni chiare e imprescindibili affinché rappresenti anche quel mondo lì, quello cattolico cattolico, e insomma, nel caso non si fosse capito, non è così che si sceglie un candidato. Ecco, lo dico anche io: non è così che si sceglie un candidato, anche perché il culo non sempre t'assiste. Tuttavia, ignorando le modalità ufficiali di selezione della candidatura di Rutelli, mi resta forte la curiosità di sapere quale sarebbe stato il candidato scelto dall'ampia, collegiale e democratica discussione di cui tutti hanno lamentato l'assenza. continua...
Di segretari di ritorno, regioni e candidati, di esploratori e primarie, di andare a ballare in Italia, magari per rimanerci, mettendo insieme i pezzi. Questo ed altro nella quarantacinquesima puntata di Tolleranza Zoro, l'undicesima per la nuova edizione di Parla con me, in una versione di pochi secondi più lunga rispetto a quanto andato in onda. Buona visione.
Ciao Diego, ma tu cosa ne pensi di questa nuova figura dell'esploratore democratico? Hai capito concretamente Boccia e Zingaretti cosa abbiano fatto? - Circolo Pd Vasco de Gama
L'esploratore democratico in effetti mancava alla galleria di cariche e profili che in questi due anni si sono affastellati nel Pd. Se si pensa che quella dell'esploratore è mansione totalmente antitetica nella sostanza alla mai troppo apprezzata e sempre temuta prassi delle primarie (un uomo indicato dal partito individua il candidato migliore anziché farlo scegliere dal corpo elettorale del partito stesso), davvero risulta difficile capire, e poi metabolizzare, quale sia la schizofrenica logica che guida la selezione della classe dirigente.
Inoltre, il cappello d'esploratore messo in testa a Zingaretti (incaricato di trovare qualcuno che gli levasse di torno definitivamente la questua di fan adoranti che lo reclamano ogni volta si voti per qualcosa intorno al G.R.A) e Boccia (incaricato di trovare qualcuno che lo convinca di essere l'uomo giusto per prendere un'altra tranvata da Vendola) è cosa quanto meno bizzarra, per non dire offensiva, agli occhi di chi ha partecipato alle primarie del 25 ottobre. Oltre ad eleggere Bersani, le primarie erano servite anche ad eleggere svariati segretari regionali, tra cui Mazzoli, nel Lazio, e Blasi, in Puglia. Ora, un segretario regionale fresco di mandato popolare, se non viene giudicato idoneo a ricevere il mandato di esplorare nel partito e intorno al partito della sua regione, che mandati potrà mai ricevere in futuro? E che autorevolezza potrà mai avere sul territorio? Fossi uno di loro, ora come ora, esplorato nell'intimo per ragioni di forza maggiore, mi sentirei più in imbarazzo che se mi passassero addosso un body scanner. continua...
Caro Zoro, va bene abbassare i toni e sentirsi tutti responsabili del clima d'odio che c'è. Ma è indubbio, come dice bene Cicchitto, che non si può dire siamo tutti uguali, e che ci sono alcuni più responsabili di altri. Disturbare le manifestazioni altrui, per esempio, è un'inciviltà, e questo lo fa solo la sinistra. - Circolo Pd Clima Iodio
Se ce l'avessero detto due settimane fa che la parola "clima" sarebbe stata una delle più pronunciate dai politici nostrani in concomitanza con il vertice di Copenaghen, non ci avremmo creduto ma l'avremmo considerata una piacevole conseguenza di un'episodica eco ambientalista. E invece il clima non c'entra niente, odio e amore rivaleggiano ipocritamente lanciandosi strali da pulpiti incredibilmente senza vergogna. La ricerca di concordia annunciata negli intenti natalizi dei più porterebbe a concludere che Tartaglia sia riuscito laddove ha fallito Napolitano, ma così non è, e basta poco a capirlo. Basta pranzare intorno alle 14, vedere un salotto televisivo a caso di quelli che con buona pace di ogni confusione d'interessi ancora spostano voti, e ascoltare Patrizia De Blanck e Justin Mattera dire che no, loro non perdoneranno mai Tartaglia, il tutto al cospetto di Capezzone, Alessandra Mussolini e Paola Concia che fanno sì e no con la testa. E la colpa di questo clima che porta a non perdonare è solo nostra, nostra di noi di sinistra, che nell'immaginario collettivo della libertà eravamo tutti in piazza Duomo a contestare Berlusconi.
Che se solo quei 100 avessero fatto altro quella sera, a Cicchitto sarebbe toccato prendersi qualche responsabilità. E alla De Blanck perdonare. E invece niente. continua...
Di attentati e souvenir, di clima d'odio e mandanti morali, di parole che girano, da cambiare, per sottrazione. Questo e altro
nell'ultima puntata dell'anno, la quarantaquattresima per Tolleranza Zoro, la decima per la nuova edizione di Parla con me. Buona visione.
Caro Zoro, tu che al NoBDay alla fine ci sei andato, che impressione ne hai avuto? Resti convinto d'aver fatto bene? Ma lo sai che i movimenti non hanno mai concluso niente? - Circolo Pd Purple Haze
Non so se definire o meno un movimento quello viola di sabato scorso, né ho mai pensato che potesse essere il popolo viola a costringere Berlusconi alle dimissioni. E però, dopo esserci interrogati per tanto tempo sull'incomprensibile torpore che per anni ha attanagliato l'opinione pubblica al cospetto delle gesta berlusconiane, ora che qualche fetta di popolo sembra episodicamente destarsi facendo lavorare gli anticorpi, non ci si può lamentare del fatto che ciò avvenga. Di certo sabato c'era tanta gente, molta meno del milione vantato dagli organizzatori, molta di più dei 90mila zippati dalla questura, ma la gente era tanta. E quel che mi ha favorevolmente sorpreso era che si trattasse di gente per lo più priva di eccessi e meno etichettabile del prevedibile, allegramente consapevole, questo sì, di trovarsi al centro di un evento scomodamente anomalo. I tanti politici assiepati a vario titolo nel retropalco consegnavano ai presenti un'immagine plastica di ritardo, di affaticamento, di ricerca d'appigli per tornare credibilmente tra la gente che ormai, in varie forme e con risultati altalenanti, tende sempre più spesso a fare da sé. A cosa porterà in concreto tutto ciò, lo ignoro. Ma avendo solo margini di miglioramento, direi a niente di negativo. continua...
Di bombe atomiche e pentiti, di popolo viola e mammona, di comunisti e ventunesimo secolo, per l'alternativa, per le dimissioni, per esserci. Questo e molto altro nella quarantatreesima puntata di Tolleranza Zoro, la nona per la nuova edizione di Parla con me, in una versione più lunga di quasi tre minuti rispetto a quanto andato in onda. Buona visione.
La rubrica di ieri sul Riformista, più o meno tutta sul No-B Day
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Caro Zoro, hai visto che Veltroni ha detto che sabato "più gente va, meglio è"? E pure Verini ha confermato l'orientamento veltroniano in un'intervista al Riformista. Sono molto contenta, e dispiaciuta che Bersani e i dalemiani restino a casa. Tu? - Circolo Pd Noi B Day
Sono contento anch'io delle parole di Veltroni, di quelle di Verini e di quelle di quei dirigenti di partito che sabato parteciperanno alla manifestazione. Tra le giravolte della Bindi, l'intervista di Letta di a da in con sul processo di Berlusconi, e la tarantella bersaniana sulla potabilità delle parole d'ordine della manifestazione, la sensazione di questi giorni è stata sempre più quella di un deja-vu. Le stesse cose, più o meno, avvennero prima della manifestazione di Piazza Navona di luglio 2008, quando soprattutto grazie all'assenza del Pd si liberò spazio per oratori poco rappresentativi dei tanti elettori del Pd comunque presenti. Prima di quella manifestazione Veltroni disse: "Non partecipiamo a manifestazioni che non abbiamo contribuito a promuovere e i cui contenuti non condividiamo. Non ci invitiamo a quelle degli altri. Se partecipiamo, visto che siamo un partito di una certa dimensione, discutiamo della piattaforma. Non manifestiamo a gratis". Eccezion fatta per la gratuita questione del giusto compenso per manifestare, sono più o meno le parole usate da Bersani in questi giorni di vigilia del No-B Day. Sono stato a Piazza Navona, e andrò a San Giovanni sabato, ragion per cui sono contento che Veltroni, e molti con lui, sembrino aver cambiato idea su questo genere di eventi. Se poi avessero il buon gusto di riconoscerlo, l'adesione sarebbe ancora più credibile e apprezzabile. continua...
Alle 12.00, praticamente adesso, ventiseiesima puntata di Orzo, a chiacchierare con gli organizzatori del No-B Day di sabato 5 dicembre, Comitato di Roma: Emanuele Toscano e Francesco Nizzoli.
Caro Zoro, non ho capito. Ma tu alla manifestazione del 5 dicembre, il No-B day, adesso che il Pd ha organizzato mille piazze per l'alternativa da riempire la settimana successiva, ci andrai lo stesso? - Circolo Pd - Scendi Giù Manifesta Pure Tu
Manifestare serve, come serve riempire le piazze e dare finalmente visibilità a tragedie personali e collettive, frustrazioni di popolo e buon senso represso e dignità calpestate. Manifestare dà il polso della situazione, e non è un caso se adesso le manifestazioni sono millemila e organizzate da chiunque (dagli ultras ai contadini) e fino a qualche mese fa non se ne trovavano con altrettanta facilità. La tarantella del Pd sulle piazze antiberlusconiane non la capii ai tempi di Piazza Navona, non la condivido adesso. Certo, col senno di poi hanno ragione tutti, ma se tu non partecipi, poi non puoi lamentarti che chi partecipa al posto tuo non sia bello e bravo e rispettoso proprio come saresti stato tu. A me che Di Pietro vada ad una manifestazione formalmente organizzata dalla rete contro il costante tentativo di Berlusconi di sovvertire ogni elementare regola di diritto per la propria sopravvivenza politica, pare normale e al tempo stesso poco interessa. E che ci vadano tanti elettori del Pd, è fisiologico, direi salutare e inevitabile. Poi, si può essere contro Berlusconi e la sua politica, e al tempo stesso "per l'alternativa". Una cosa non esclude l'altra, una cosa rafforza l'altra. Motivo per cui mi dispiace che non siano previste al momento manifestazioni nell'intervallo tra il 5 e l'11 dicembre. Per come stiamo messi, andrei volentieri anche a quelle. continua...
Di scorie congressuali, piazze, segreterie giovani, tutor protettivi e rimescolamenti necessari, di folgorazioni e discriminazioni, di stronzi e più stronzi, di posizioni da riconquistare e parole semplici da trovare, di destra e sinistra, se possibile per bambini. Questo e molto altro nella quarantaduesima puntata di Tolleranza Zoro, l'ottava per la nuova edizione di Parla con me, in una versione di circa due minuti più lunga rispetto a quanto andato in onda. Buona visione.