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23.01.2004
Sono persone comuni
Dovevo partecipare anch'io quest'anno. Avevano mandato avanti Liorni a contattarmi di nascosto. "Vedrai Zoro, sarai il nostro Selvaggio", mi aveva fatto intendere il buon Marco, "Aran ti vuole". Era fatta, mi sarei messo lì col mio portatilino, avrei fatto la mia bella figuretta, una battutina ogni tanto, ma poi... poi Ricci o chi per lui ha scoperto che ho un blog, che i blog sono una cosa famosa, che sicuramente non sono una persona comune e allora Aran ha voluto evitare un nuovo caso. Pertanto grappa e telecomando in mano, telefoni staccati, satellite in azione, addio fama e gloria. [...]
PIERFIDA Dall'occhio ormai rugato del logo del GF fa ghignante capolino quello in top-spin di Barbara Pierfida D'Urso e mentre invece la palpebra mia già cala pigramente mi convinco che prima o poi una stiratina mi ci vorrà. Se Presidente del Consiglio e conduttrice del GF si riclonano quali testimonial ideali di trasmissioni prossime venture dedicate all'arte del bisturi, qualcosa per evitare che il sonno si abbatta sulle mie cronache è giusto che faccia anch'io. Un chirurgo mi regali dunque lo sguardo spalancatamente vitreo di Lift D'Urso e seguire il GF fino a mezzanotte per 3 mesi sarà un sostenibile piacevole passatempo. Sottopostasi in passato a qualsiasi capriola esteticopiallante pur di tornare ad essere la ninfetta pro-onanismo adolescenziale dei primi anni 80, la maitresse si acconcia con un capello a molla rossoAngela, un quadrifoglio (ma potrebbe anche essere un crocifisso camuffato) di pelle bucata legato al collo e soprattutto un tailleur cyborgbalneare leopardato di nero e pervinca, con pesci plastificati e coralli segnaletici a coprirle mammella e pube. Il colpo di classe è però rappresentato dagli orribili guanti senza dita plastificati come i pesci del vestito e dall'anello biogiottato incarcato sopra al guanto. Agevolanti la stimmate e l'odiosa stretta di mano a saponetta questi simpatici tool ricordano da vicino i guanti che era solito indossare Michael Jackson, uno che di tocchi e ritocchi ne sa qualcosa, uscendo dai suoi sonni iperbarici.
LIORNI Ma di PierFida, oggettivamente, non gliene frega niente a nessuno ed è così che l'attenzione registra un sussulto quando il serraio di parenti, figuranti, nani e ballerine retribuito da Ricci e Bonolis saluta con calore il portiere Liorni che coi geloni ai lobi delle orecchie ha il compito di introdurci nella nuova casa. Liorni, pover'uomo, è sempre lo stesso e di questo bisogna dargli atto. Davanti a quella porta ce se sta a fa vecchio, con tutte quelle urla è diventato sordastro e s'è pure un po' ingrassato; la dignità del dolcevitino bianco che gli fascia il gargarozzo è però la prima àncora morale del programma e con uno così, qui lo dico e non lo nego, il giorno che non mi partisse la macchina o mi si inchiodasse per sempre il computer, due parole di consolazione, una pizza e una birra ci uscirebbero sempre, anche con brevissimo preavviso.
LA CASA Aperta la porta non si va più nella casa ma nel limbo e la cosa spiazzerà almeno la metà dei concorrenti che una parola così non l'hanno mai sentita nemmeno nelle compilation di salsa, merengue e Papi Chulo o nelle canzoni di Paolo Meneguzzi. Liorni, nell'evidente tentativo di riprendere l'uso degli arti bloccati dal freddo, entra di corsa nella nuova dimora e non avendo i guanti della D'Urso si scalda le mani violacee sciacquettandole nell'acqua calda della piscina. Dopo aver dichiarato in maniera politicamente inopportuna che in giardino è cresciuto un ulivo (sanzioni in arrivo per lui) ci presneta l'arredamento come ispirato nientemeno che all'arte dell'arredare. Il ligio presentatore si riprende però quasi subito richiamandosi in maniera secchiona a Luigi XVI e al neoclassico ed è a quel punto che la D'Urso, per non esser da meno, afferma che la suite le ricorda Austin Power, anzi no, Star Trek, anzi no, un paesaggio lunare e mentre lo dice ho invece la sensazione che Liorni stia per mettersi a sculettare sul set dei video orgogliosamente gai degli U2 di Discoteque o di quelli del George Michael post-arresto con i vespasiani girevoli che diventavano strobo, con metaforici oblò ad aprire un occhio malandrino sul cielo stellato. Quest'anno, difatti, chi tromberà nella suite lo farà sotto le stelle del Tuscolano.
ERIKA E KATIA Ma della casa poco ce ne frega, è tempo di concorrenti, di carne fresca, di ciccia da pomiciare e tastare con il telecomando e quando cominciano le schede personali la vista e soprattutto l'ascolto di tal Erika mi rovesciano dalla poltrona. "Me shtavano tuttaddì oddio io ngiandrei mai dendrallacasa non èppossibile ge divenderei matto manvece segondo me è diverdendissimo..." dice con voce monocorde e nasalmente baritonale la prima concorrente. Simile alla figlia-sposa di Woody Allen l'improbabile cratura è mezza cinese all'apparenza ma tutta scchpoledina nella sostanza, sfodera un idioma ndinghetendonghete sospeso tra Sconsolata e la Guzzanti che imita l'Annunziata, una cosa mai sentita in tv, roba che al confronto la marchigiana Claudia sembrava Ugo Pagliai. Nonostante tutto ciò o forse grazie all'unicità di tutto ciò Erika lavora in una società di comunicazione, sa tutto di Beautiful e anche per questo motivo risulterà per tutta la puntata di una stupidità decisamente superiore. Con minigonna e stivale al ginocchio la piccola Cleopatra (questo il suo soprannome) colleziona biancheria intima esponenzialmente hard e sarà divertente vedergliela indossata al cospetto di eventuali prede per capire se le dissonanze della sua voce potranno annullare l'effetto arrapante di un tanga. Erika è una persona comune.
Appresso a lei arriva Katia, una Mascia postliposuzione clonata sul poster di Britny Spears, pantalone con vita a metà coscia, bocce apparentemente discrete ma pompate da pushup ingannatore con gel stopdown arrotondante, culo ingobbito astutamente basculante dal calzone, pancia ostentata a dispetto del gelo e della cacarella che la colpirà inevitabilmente questa notte. Katia è milanese ed è malata di shopping, porella, lei se non compra qualcosa sta male. In teoria il problema è comune a molti, ma nel suo caso il problema non sono i soldi, ma le cose da comprare. Ha già tutto. Quando entrano nella casa dicono frasi bellissime del tipo "la mia sedia preferita! La volevo rosa però..." proseguendo poi il loro svezzamento mediatico con un famelico inventario di lucidalabbra, mascara, crema di riso, fragolina di bosco, arancia, e pure vaniglia. Due intellettuali al trucco. Normali.
CAROLINA E CARMEN Quando sto per decidere che la bona dell'edizione è la Britney legaiola due spettacolari esemplari di femmina sudamericana vengono presentati all'improvviso in qualità di concorrenti. In particolare Carolina fa spavento per quanto è bella; venezuelana, con un'arrapante cicatrice sulla fronte e, come dice Liorni con il naso che gli gocciola, con la miopia come unico difetto fisico. Detto ciò e reso il dovuto omaggio a cotanto splendore, registro che siamo al cospetto di una vip mancata carica di soldi, figlia di console, lavoratrice per hobby ma degustatrice di salciccia. Come se ciò non bastasse Carolina l'ho già vista, ne sono certo, è un insieme di occhi, tette, bocca e cosce assai noto, è una voce che ricordo, è l'ex valletta di Caputi in Galagol e chissà ex di quante altre cose e cosi. Chissenefrega, penso. Carolina è bonerrima, va bene così. E poi è una persona normale. Carolina saluta la madre che è più bona di lei, Liorni dichiara che in Venezuela hanno stampi stupendi, io mi vergogno per lui e arriva Carmen. Carmen sarebbe pure lei la più bella di tutte le edizioni del GF se non avesse avuto la gran sfiga di capitare insieme all'unica concorrente più bella di lei. Carmen è dominicana di Osimo, con una serie inenarrabile di drammi umani alle spalle che Floriana se li sogna, primo tra tutti quello di avere una madre che le vuole regalare una mucca vera e una quarantina di fratelli e sorelle ballerini di merengue già regalati. Carmen mi pare normale. Ecco quindi che due di loro sono costretti a smutandarsi al freddo e al gelo per un inutile balletto e quando le due miss si abbracciano entrando nella casa è Erika ad accoglierle con un "sede tando carucce" da brivido.
ILARIA, SERENA E LETIZIA Viste le sudamericane visto tutto, e infatti una vagonata di relative cozze viene servita tutta insieme. Arriva Ilaria, ragazzotta chiatta che PierFida presenta come "la ribbbbelle", drammmi umani a tempesta pure per lei, 19 anni portati male e un fidanzato barista di 44 che l'ha fatta scazzare col padre separato dalla madre. Questa Ilaria è talmente ribbbelle che a 16 anni è scappata da Maccarese per andare a vivere a Taranto e mentre mi chiedo che bisogno ci sia di scappare da Maccarese per poi finire in un posto come Taranto, capisco che la ragazza è giudicata cozza pure da Liorni che invece di ripetersi dicendo che a Maccarese hanno stampi stupendi comunica che Ilaria ha le sopracciglia folte. Tra la folla figurante figura il padre che la saluta, ma lei è poetessa, è normale e ha la federa con le pecorelle e come una vera poetessa entra nella casa dicendo alle due sudamericane "ammazza che gnocche!"
Arriva Serena, comune genovese 25enne sosia della terza dei fratelli Guzzanti, look faccio finta di essere scema così non se ne accorgono che sono scema davvero, ciucci kogiaru, pantaloni militari su tacchi a spillo, pupazzo nello zaino che manco mia figlia di 7 mesi ci gioca più, bocce costrette in reggiseno accarezzaround. La ragazza, che sembra poter competere in idiozia con la buonanima di Angela (dice Barbarina e la cosa me la fa odiare immediatamente), urla in maniera sgangherata reclamando un cesso con una voce che ricorda da vicino quella della cuoca di Antonella Clerici. Liorni intanto ha le orecchie fucsia.
Arriva Letizia, 29enne pisana, voce da uomo e faccia da Pivetti quando era giovane ma sembrava vecchia; vestita con corpetto alla Adam Ant che scimmiotta Corto Maltese, la ragazza fa la parrucchiera a Roma alle dipendenza di un simpaticissimo principale appena sceso da un carro del gay pride. Tra permanenti e colpi di sole datore e dipendente pare che ballino insieme sul bancone. Lui le dice di fare la brava dentro la casa che lui resta fuori a far casino. E vabbè.
PATRICK, BRUNO, TOMMASO E BOB Visto tutto manco per niente invece. E chi se lo immaginava uno come Patrick? Improbabilmente frangettato di biondo, quando lo vedo penso a Steve Norman il sassofonista obeso degli Spandau Ballett, poi lo rimiro mentre col quadro da lui dipinto in memoria della donna che lo ha mollato si aggira per la casa (dove le donne nascoste lo stanno spiando) e mi viene in mente il mai dimenticato Ottusangolo, infine, quando vengo a sapere che risiede a Montecarlo, mi sovviene il dubbio di trovarmi al cospetto del gemello normalmente diseredato di Emanuele di Savoia.
Intanto Liorni può finalmente smetterla con i bacettini alle concorrenti e riscaldarsi con un po' di abbracci virili e prese alla Castagna. Arriva Bruno, 40enne romano di Monterotondo, uno che nella vita ha fatto tutto e dice che pe esse quarcuno nun bisogna esse laureati, venditore ambulante, mix di Mastrandrea su faccia di Walter Zenga prima del trapianto di capelli, mezza comparsa cinematografica e aspirante autista, una professione che ultimamente tira parecchio.
Poi c'è Tommaso detto Tommy, da Venezia, uno che invece nella vita non ha fatto fondamentalmente una mazza e che ora fa il dj ma vuole fare, porello pure lui, il produttore (professioni comuni), sosia si Attilio dei Ragazzi Italiani (guarda che me vado a ricordà...), scollacciato arrogantemente di fronte alle stalattiti che colano dal naso di Liorni. Si ammalerà.
Mentre Patrick nella casa trova tracce di mandarino lasciate dalla scema coi ciucci, giunge un coso, un tizio che se lo becca Spike Lee gli fa fare l'italoamericano ottuso per il resto della sua carriera. E' Robert detto Bob, panza fiera, capello oliato, piercing e pizzetto, italoaustraliano tornato in Italia da poco, Robert detto Bob ma anche detto Abbi che starebbe per Abbestia. E' lui il nuovo Fedro, a lui sono delegate tutte le scuregge della casa, è lui il brutto ma simpatico, è lui che dopo zia Baby e Barbarina conia Babbra.
Guardatisi tutti in faccia e non solo in faccia i masculi entrano nel limbo e poi nella casa, si uniscono a Patrick e con una serie di inutili trovate organizzate dagli autori degne della peggior nascondarella, s'incontrano finalmente con le donne. L'incontro è tiepidino rispetto alle edizioni passate, del resto è un incontro di persone comuni, vola un po' di champagne sulle tette delle femmine e sui capelli oliati di Bab e si va verso il momento clou.
FLO E IL TUGURIO No, un attimo, non è questo il momento clou. Questo è un momento di una tristezza inifinita, il momento dove in 45 secondi di presentazione di quella che sarà la stanza delle punizioni, Floriana cerca di rifare tutto quello che ha fatto in 3 mesi l'anno scorso: urla, schiamazza, si spoglia, cerca di far esondare le tette dal vestito ma non ci riesce, va al bagno, prova la turca punitiva, poi riurla e quando i nuovi ne percepiscono la presenza nella casa prima accorrono come si fa davanti ad una star, poi quando la vedono, indietreggiano delusi.
DENTRO DOMENICO, FUORI CARMEN Il momento clou non è neanche l'eliminazione della povera Carmen. Il sadico GF decide di far cacciare dalla casa una tra le due Miss Aventura e mentre mi dico che sarebbe stato troppo bello averle entrambe a disposizione almeno il giovedì notte in cronaca, i ragazzi segano la dominicana e salvano la fatina Carolina. Il momento clou, dicevamo, è in realtà l'ingresso dell'ultimo concorrente ufficiale. Tenendo fede al gossip che ha preceduto l'edizione, un padre, quello di Ilaria, si affaccia nella casa. Ecco quindi che Domenico, 44 anni come il fidanzato della figlia Ilaria, due matrimoni falliti, look alla Massarini dei poveri e approccio eccessivamente giovanile, entra nella casa per rovinare secondo norma la festa alla figlia. Entrato nel limbo Domenico esegue un'inutile giravolta che lo porta a sbatter frontalmente contro la porta, una volta dentro qualcuno gli dà addirittura del lei e la figlia, pur incazzata, abbozza da gran signora mentre la figlia di Woody Allen la rincuora palpandole più volte la chiappa destra. Tutta la mia solidarietà alla figlia, soprattutto dopo che il padre, cercando un effetto Nudo ben lungi dal realizzarsi, dichiara che "sarà un'emozione vedere stanotte mia figlia che s'addormenta". E pensare che volendo avrebbe potuto farlo ogni giorno per almeno 16 anni.
RENATO E ASCANIO Vi ricordate Raffaello lo skipper ballerino e Massimo, quello che contro di lui perse il primo ballottaggio dello scorso anno? Vi ricordate i loro volti? No? Beati a voi. Io invece li ricordo e pure bene. Quest'anno a entrare per ultimi e a rischiare di dover uscire per primi per colpa del vostro televoto sono altri due soggetti di quelli che proprio ti viene in mente la gente comune trovata per strada.
Renato detto comunemente birraio vive sempre insieme ai suoi capelli come l'ammorbante Fabi, è uno che non si pettina mai e si vede ma ci son fondati dubbi pure sul fatto che si lavi, è uno di quelli che deve fare la battuta pure se non ce l'ha, look finto trasandato mezzo strokes mezzo air mezzo brit french pop, uno mezzo mezzo che non mi convince per niente.
Ma è Ascanio, romano, zingaro sentimentale, il vero top of the top, il più normale di tutti. Intanto Ascanio si chiama Ascanio, nome desueto, arcaico, ripetuto cento volte a tutti i presenti che hanno fatto meno fatica a capire Patrick, Bab, Erika e Katia ma che con Ascanio hanno avuto un sacco di difficoltà e presto cominceranno a chiamarlo Asky come han fatto i suoi parenti. E poi ragazzi... wow, doppio wow, Ascanio è nobile davvero, wow, triplo wow.... Ascanio è campione professionista di golf, yahooooooo.... Ascanio è juventino, oh yea..... Ascanio è pronipote di Pio XII....aaaaaaaahhhhhhh..... Ascanio ha 15 tatuaggi su tutto il corpo a partire dal cavaliere medievale che sul collo gli leva il cerume tutti i giorni.... sììììììììì.......e infine, Ascanio è indubbiamente bello. Tenete dunque lui, perfettamente odioso, e per favore cacciatemi il birraio, perfettamente inutile. Quelli che vivono coi loro capelli non li ho mai retti un granchè.
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