ore 17.45 Fare la diretta è complicato, per varie ragioni tecniche che tutte insieme farebbero invocare alla censura o al bullismo ai danni di tecnologicamente normodotati. Detto ciò, abbiamo intervistato l'egiziano di stamattina che ci ha detto che è finito in galera perché era a capo di un movimento che difendeva l'indipendenza dei giudici rivendicando la separazione del potere giuridico da quello politico. Giuro. [...]
ore 15.15 Si parla di un siriano, Tarek Baiasi, in galera per un commento che ha indebolito il "national feeling". E del fatto che la campagna per liberarlo sia fallita per il semplice fatto ché la libertà d'espressione spesso non è una priorità per la gente che non è abituata ad averla.
ore 15.00
Rezwan, bengalese che vive a Berlino, parla di Bangladesh e dei problemi scatenati da un vignetta su Maometto.
La storia è raccontata qui.
Leggendola velocemente m'accorgo pure che Rezwan si stupisce di come
alcuni giornali online abbiano lasciato alcuni commenti degli utenti
particolarmente offensivi.
Penso alla qualità media dei commenti "politici" degli utenti di
Excite. Se qualcuno di Global Voices se ne accorge me cacciano subito.
ore 14.40 Al microfono un Kennedy, antenna GV per la Cina. La connessione va e viene. Cim dice nei commenti che lo intristisce la gara di vittimismo da censura delle persone che mi stanno qui davanti. Pensa a quanto poteva esse triste l'egiziano finito in galera che ha parlato prima. E pensa che non è neanche arrivato primo, visto che sta qui.
ore 14.20 Ricaricato
parzialmente il portatile, mangiato salame ungherese meno buono del
salame ungherese che si mangia a Roma, chiacchierato assai con ragazza taiwanese su affinità e divergenze tra Taiwan e Italia. Di Berlusconi non sapeva niente, ma neanche io di Taiwan del resto. Però
quando m'ha detto che a Taiwan c'è un eccesso di informazione prodotta
dal mainstream per controllare l'informazione e il pensiero, un po' mi
sono sentito a casa.
Sta parlando Helmi Noman.
Si discute di come aggirare la censura nel momento in cui ce l'hai
dentro casa, di come la gente normalmente si comporta da utente, da
blogger, attitudini e preferenze del navigatore censurabile.
ore 12.30 Sono
uscito alla ricerca di prese. Ergo, ora sono collegato ma non vedo un
cazzo. E la cosa non ha molto senso. Però non sono l'unico in queste
condizioni. Intanto preparano il pranzo, a base di panini vari, alcuni
con il salame ungherese.
ore 12.00 Comincia a fare caldo. Prende la parola Ory Okolloh, Kenya, una delle poche fonti d'informazione del sanguinoso dopo elezioni in Kenya. Comincia
dicendo che nessuno al tempo l'ha censurata e questa è stata una buona
cosa. Nel suo caso, dice, c'è stato un eccesso di collaborazione da
parte di tutti, giornalisti compresi. Va detto pure che è decisamente
la più bella in sala. Il lato negativo di tanta collaborazione era
che parecchio del materiale ricevuto era molto fazioso e offrire
informazione non di parte non è stato semplice. Ory dovremmo
intervistarla tra oggi pomeriggio e domani mattina.
ore 11.45 Parte
il secondo panel, Citizen Media and Online Free Speecht. I titoli dei
panel cambiano di poco e non se ne intuisce la differenza sostanziale,
ma va bene così. Si riparte dall'Egitto con Wael Abbas.
E si riparte da video di torture fatte dalla polizia, pubblicati su
YouTube, rimossi. Più tardi dovremmo intervistare l'egiziano di prima. La batteria sta morendo, devo prendere possesso di una presa.
ore 11.15 "Cosa
possiamo fare per aiutarti", ha chiesto un ragazzo al bielorusso.
"Sembra che tu sia l'ultimo rimasto sotto dittatura nell'Est Europa e
di voi non si parla mai". Risate. Ora caffè.
ore 10.55 Alessandro
mi dice in chat che hanno appena evacuato Excite causa fumo in sala
caldaia. Ora però sono rientrati tutti. Pure ad Excite si sta in
trincea. Ora parla Awab Albi, dentista pakistano che con Omer Alvie ha tirato su Don'T Block the Blog. Il dentista presenta vari aggregatori per blogger indiani e pakistani.
L'immagine di un dito medio puntato su Musharraf (un disegno) crea
molta ilarità tra i presenti. Per combattere vale tutto, anche e
soprattutto gli sms ed è qualcosa che ha a che fare con questo evento qui. Questa però faccio fatica a capirla. Alfredo intanto me lo sono perso. Anzi, no, è riapparso, stava sotto il dentista. Qui si lavora, mica cazzi.
ore 10.48 Pure il Giappone non se la passa benissimo. The Age of Net Regulation is Coming, dice Chris Salzberg, che giapponese non è ma di Giappone si occupa per GV. Le prese al muro sono tutte prese. Io sono sceso in ciavatte. Sul maxischermo un fumetto manga.
ore 10.38 Non garantisco funzioni ma uno streaming video della conferenza è disponibile qui. In
Egitto chi aggrega aggrega casi di torture. Mostrato il video di una
manifestazione contro Mubarak, apparentemente niente di particolarmente
sovversivo, ma nessuna tv l'ha mai trasmesso per paura delle
conseguenze. Alaa durante una manifestazione è stato arrestato e ha passato 45 giorni in galera.
ore 10.18 Il
bielorusso non si capisce molto cosa dica però l'ha detto pure lui che
l'inglese suo non è sto granché, ma più che l'inglese è la cadenza che
è strana assai, strascicatissima con improvvise accelerazioni. Parla del regime di Lukashenko, ma dopo un po' l'hanno interrotto perché ha sforato; censurato pure qui, in un certo senso. Ora gli hanno fatto una domanda e lui risponde in bielorusso, pure mpo incazzato; però c'è l'interprete dal bielorusso. Ora si passa dalla Bielorussia all'Egitto, con Alaa Abdel Fatah.
ore 9.58 Sami Ben Gharbia, Advocacy director di Global voices, proietta video di attivismo vario pubblicati su YouTube. Uno
sulla corruzione della polizia in Marocco, uno di torture varie
compiute in Egitto dalla polizia e ora le immagini di alcuni ragazzi
uccisi non ho però capito bene dove. Quando è partito il video sulle
torture (c'era un poliziotto che schiaffeggiava violentemente un
ragazzo) un paio di tizi qui davanti si sono messi a ridere. E vabbè.
La partenza è tosta, ma si sapeva. Qui la mappa dei paesi dove in qualche modo si cerca di negare l'accesso ad Internet. Qui il programma della giornata. Salgono in cattedra un po' di blogger che hanno fatto cose. Il primo è un bielorusso, Andrei Abozau. Intanto Giamaica mi vuole girare indirizzi di ristoranti dove Verdone ha girato scene di Io e mia sorella.
ore 9.38 Budapest, Global Voices Summit. Alfredo
gira con il suo gilettino RAI e riprende. Io scrivo attaccato ad una
connessione che non so se sia quella ufficiale oppure no, tanto che ad
Alfredo al momento la connessione non funge. Vabbè. Intanto Rebecca
McKannon e Etahn Zuckerman, i capi di Global Voices, introducono la
giornata e fanno un rapido ripasso di quanto siano diventati fichi e
tanti in 4 anni. E in effetti la sala qui è piena. Per due giorni si
parlerà di censura, oppressione, repressione, controinformazione e
altre cose pesanti da assorbire tutte insieme ma meritevoli lo sforzo. Dal
canto mio è da quando sono arrivato che cerco di far passare il
messaggio che pure se siamo Italiani siamo pure noi un po' terzo mondo,
un po' sotto regime, un po' a rischio. Insomma, Travaglio direbbe di peggio, più di tanto non baro.
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..qui ci arriveremo a breve..perchè un movimento simile sarebbe teso "a sovvertire, ribaltare il risultato elettorale".
Ma mi rode per le intercettazioni e per il silenzio sulla schfanezza bis, perdinci
scritto il 2008_06_27 @ 17:57:24
by Leon De Rem | |
Io pensavo fosse nuova, invece pare di no. Ma rimango attonito di fronte alle dichiarazione di Uolter in merito alla opportunità di pubblicare le intercettazioni. Almeno non ha proposto 10 anni di gabbio come si farebbe altrove..
scritto il 2008_06_27 @ 17:53:16
by Leon De Rem | |
Preso da Dagospia:
"Ora che anche in Italia gli staff dei politici ne hanno compreso l'importanza, si è iscritto Silvio Berlusconi che ha 3.317 sostenitori e nel profilo si definisce "conservatore". Walter Veltroni di sostenitori ne ha 1.545 e ogni due giorni lascia loro un messaggio. Pierluigi Bersani ne conta 204, Italo Bocchino 153, Antonio Di Pietro 86, Massimo D'Alema 64. Enrico Letta ha il profilo più curato, dichiara la sua passione per Dylan Dog, risponde a tutti. Maurizio Gasparri vanta su Facebook un Appreciaton Group, o gruppo di estimatori, gli aderenti sono per ora 44. Il profilo di Giuliano Ferrara è interamente in inglese, le foto sono ben 19. (G. S.)"
Urge comunicato stampa della Fondazione Daje.
A proposito di censura su internet, Amnesty ha in corso una campagna che tratta il tema per la Cina, dove non ti fai 45 gg di carcere, ma ti becchi ben 10 anni solo per aver aperto un blog o inviato una mail. E questo anche grazie al collaborazionismo di grandi aziende come Yahoo, Google e Microsoft (Excite non viene citata). Online c'è al momento un appello proprio a Yahoo, potete sottoscriverlo alla seguente pagina: http://www.amnesty.it/flex/FixedPages/IT/appelliForm.php/L/IT/ca/181
Se può interessare... i movimentisti cominciano a muoversi: micromega lancia una manifestazione per l'8 luglio.
http://temi.repubblica.it/micromega-online/l8-luglio-in-piazza-contro-le-leggi-canaglia/
mi chiedo perchè di fronte a quest'attacco sferzato alla democrazia del bel paese, il PD taccia. Repentino DP (è opposto al PD Di Pietro, oramai) indice referendum
scritto il 2008_06_27 @ 13:45:31
by Leon De Rem | |
che tristezza...
la gara a chi fa più la vittima censurata
giusto ieri ho conosciuto un mezzo turco mezzo greco al quale, tra le altre cose, ho chiesto anche come fosse messa la libertà d'informazione dalle loro parti (in Turchia pare bene). Per dire quanto sia importante il tema e quanto sia utile che ci venga riportato un convegno come questo, daje zoro! e fai un colpo a Mentana per andare a dirle pure da lui ste cose :P
ah, nel frattempo, ve lo segnalo anche se va fuori tema perchè mi sembra importante, in Italia c'è un gruppo di persone che cerca di inserire il matrimonio omosessuale sfruttando alcuni bachi della legislazione italiana. Non sono così trash da segnalarvi il mio post a riguardo, invece ecco un'intervista che ne parla (http://www.galileonet.it/primo-piano/10214/il-matrimonio-sha-da-fare) e il sito dell'associazione (http://www.certidiritti.it/)
Allora, innanzitutto non si parla di ristoranti ma ristorante, al singolare. La scena e' questa, t'ho trovato pure er video,
http://it.youtube.com/watch?v=Kd-yIbKtGco
Quando ci sono stato io (era settembre 1988, viaggio allucinante di due giorni in Alfa Sud in 5 da Piacenza a Budapest via Tarvisio-Graz-Lago Balaton-Szarvas) abbiamo alloggiato all'allora grand hotel hungaria su Rákóczi útca, ora diventato un best western.
Questo e' l'attuale sito http://snipurl.com/2ps9c
Questo hotel all'epoca aveva un ristorante interno e uno sul lungo danubio che aveva lo stesso nome dell'hotel. Ecco era quest'ultimo, ci siamo andati inconsapevoli e ci siamo trovati circondati dagli stessi violinisti tzigani del film. Abbiamo ordinato piatti con nomi incomprensibili e ovviamente quello che scelsi io era una cosa di carne mezza cruda e mezza cotta in quantita' abnorme per un ragazzino di 12 anni e dal costo rilevante, tant'e' che venni cazziato da mio padre per averne sbocconcellato si e no la meta'.
Vedi un po' te, dal sito i ristoranti ora sono sempre due ma si chiamano Beatrix e Fiaker ma ho paura che non siano loro, prova a chiedere.
Buon appetito
"Nella vita di ogni popolo c'e' un passaggio
assai pericoloso, quando il gusto per il
benessere materiale si sviluppa piu'
rapidamente dell'abitudine alla liberta'.
[...] Una nazione che chieda al suo governo
il solo mantenimento dell'ordine e' gia'
schiava in fondo al cuore."
A. De Tocqueville,
da "La democrazia in America" (1835-40)
scritto il 2008_06_27 @ 11:32:24
by Leon De Rem | |
Qui in Italia si va verso quell'immunità che fa un pò Schif(ani)o.
Aloha...