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08.01.2008
Se c'è del marcio in Danimarca è differenziato
"Vabbè, tanto valeva portarla al Terminillo", m'ha detto mio padre al telefono commentando l'incontenibile eccitazione di Anita per la battaglia di palle di neve appena conclusa nella notte di Copenaghen. Vero, mio padre ha ragione, ma al Terminillo difficilmente la creatura avrebbe avuto la rara opportunità di spezzare la frenesia delle escursioni turistiche e termiche contemplando cartoni animati danesi alla tv, e voglio dire, non succede, ma metti che la bambina mi impara il danese a 4 anni e mezzo il cv parte già con skill da paura. Se a tutto ciò si aggiunge che solo in Danimarca avremmo potuto comprarle il fumetto delle Winx che fanno magie in danese e che solo su un treno danese avrei potuto leggerle il suddetto fumetto declamando in danese senza sapere il danese davanti ad attoniti passeggeri danesi, Copenaghen batte Terminillo, almeno per ora. A dire il vero a Copenaghen ci sono andato un po' scettico memore del fatto che se il Capitano a questi gli ha sputato, da qualche parte in Danimarca ci sarà pure del marcio; nel dubbio ho tenuto alta sciarpa e salivazione. Comunque, Copenaghen a gennaio è fredda, qualora ci fossero dei dubbi lo confermo, ma la calzamaglia sotto i jeans e il pelo sul cappuccio che correda il passaporto di ogni italiano in trasferta hanno fatto il loro; problemi ne ho avuti alle mani ignude, che nel tentativo di fotografare e filmare in sincro con la temperatura in picchiata mi si congelavano a folate alterne, e le foto sono venute quasi tutte mosse (come questa). Gli Italiani a Copenaghen erano tantissimi, e questa non è una notizia, ma perché ci fossero solo Italiani resta un mistero. continua...
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