L'ondata proibizionistica che buona parte della blogosfera più stagionata sta muovendo in queste ore contro il fenomeno Winx e le sue potenziali implicazioni ricorda da vicino l'isterico e miope urlo di dolore lanciato settimane fa da Elton John contro Internet. "Chiudete Internet!" o "Abolite le Winx!" per me pari sono, due battaglie perse, più o meno per gli stessi motivi. [...]
Attacca Sofri: In realtà, delle Winx non so niente (...) io penso che le Winx siano il brodo di cultura in cui crescono gli atteggiamenti come quelli delle cugine Cappa (...) Le loro sono storie in cui sotto una patina superficialissima di buoni sentimenti si descrive un mondo adolescenziale che ruota solo intorno alle pettinature, ai ragazzi nel senso di fidanzati potenziali, alle pettinature, i fisici magrissimi e i vestiti da fighetti di provincia. In un paese in cui il modello prevalente è Corona, le Winx sembrano innocue: in realtà sono solo il gradino precedente.
Rincara Moroni: E almeno un anno che lotto contro le Winx. Ed è una delle lotte più dure e difficili che mi sia capitato di affrontare, perché una donna, per quanto piccola, zoccola e arrogante, non si tocca neanche con un fiore. (...) Per adesso sono riuscito a sbarrare la strada a materiale cartaceo e audiovisivo. Il problema sono le bambole e gli accessori, di cui le compagne di asilo fanno uso sfrenato. (...) Per me il problema sono i modelli comportamentali, che affiorano quando cè narrazione. Il simulacro senza narrazione non mi spaventa più di tanto. Milludo che se riesco a tenere le porte chiuse a fumetti e film e canzoni forse la sfango.
Appoggia Mantellini: E' in atto nella blogosfera italiana una silenziosa mobilitazione di padri preoccupati dalle Winx. Qui ci si accoda e ci si mette sul "chi-va-la'"
Ora, pur sentendomi vicino ai timori e alle scomposte reazioni di padri in ambasce, razionalmente e serenamente alle Winx dico sì. Dire sì, ad onor del vero, è stato tutt'altro che facile. La prima volta che ho letto una storia delle Winx a mia figlia per farla addormentare sono stato sveglio tutta la notte. L'eticamente discutibile tourbillon di marketing hardcore legato ad ogni singolo personaggio della saga m'aveva messo l'ansia, ma ad Anita aveva provocato sonno e tra i due risultati il secondo era decisamente più importante. Rimuginando per giorni, assediato da computer delle Winx, mutande delle Winx, poster delle Winx, tappetino delle Winx, puzzle delle Winx, dvd delle Winx, libri delle Winx, spille delle Winx, cappelletto delle Winx, cartone animato in tv delle Winx, vestito di carnevale delle Winx e Winx in persona (intendendo come tali le bambole) mi sono detto che tra genitori e parenti si era un po' esagerato nell'accontentare la creatura, ma soprattutto mi sono ripetuto: "le passerà". Nell'attesa che la buriana si placasse ho quindi deciso di prendere le Winx per le alette cercando di dare ai loro poteri magici un indirizzo diverso; le ho guardate dritte negli occhi e gli ho detto "belle, cerchiamo di collaborare, per il bene di tutti", e così è stato. Quando nella scena finale dell'ultima puntata dei miei video sul GF Anita mi intima perentoria "papà, ridammi le mie bambole", si vede chiaramente che nel prenderle mi si rivolge pensando: "gli passerà". Ma il rischio Winx, così come il rischio Internet, è solo uno dei tanti. Per esempio, nonostante Anita non abbia mai beneficiato per ovvie e radicate ragioni pedagocicamente antimilitaristiche di pistole ad acqua, quest'estate ha conosciuto la piccola Camilla, bambina coetanea avvezza all'utilizzo di strepitose armi giocattolo. Prima che potessimo fare ai o bai, dopo pochi giorni Anita ne maneggiava già due, di diverso calibro e gittata, con navigata destrezza, puntando un po' tutti, spesso acquattandosi proditoriamente dietro la vittima fino al momento dello spruzzo letale, divertendosi come mai con le Winx. Ma non è tutto. Cosa direbbero i 4 preoccupati bloggerpadri se sapessero che l'ultimo diversivo di mia figlia è riempire con le sue innocenti manine le cartucce del nonno cacciatore (che a sua volta per questa nuova passione della nipote è all'apice della felicità di nonno e di cacciatore)? Non lo so, ma così vanno le cose, così devono andare e Anita sono due giorni che si rifiuta di andare al mare perché si diverte molto di più a riempire le cartucce del nonno, non di piombo, dicono, ma di carta, dicono, ma tant'è, simbolicamente poco cambia, e ora quando la sento al telefono mi dice che non vede l'ora di farmi vedere ste cartucce. Ecco, a fronte di tutto ciò, va da sé che mi adopererò affinché mia figlia non diventi una pericolosa terrorista, va da sé che cercherò di arginare il mondo del male in ogni sua forma e manifestazione con i magici poteri terreni in mia dotazione, ma servirebbe davvero a qualcosa impedirle di giocare con il merchandising Winx, con le pistole ad acqua dell'amichetta e con le cartucce finte del nonno? Nell'immediato servirebbe a non farla divertire, nel medio termine a farle rimanere per sempre il fascino del proibito, nel lungo termine a farla diventare un'accidiosa intellettuale di sinistra. Detto ciò, penso che le Winx, che di recente ho anche proposto alla guida del Partito Democratico, siano imbattibili per mille ragioni (non ultima quella che sono fate), ma qualcosa si può ancora fare. Per esempio, quando mi metto in ginocchio in mezzo al salotto e a braccia incrociate esclamo "Trasformazione Magic Winx!" o "Enchantix!", mia figlia è così contenta di avere un padre cojone che m'inginocchierei per tutta la sera, ma poi siccome un padre troppo cojone è comunque imbarazzante anche a 4 anni, ho la netta sensazione che delle Winx Anita si sia ormai stufata o che comunque il suo winxentusiasmo sia nella fase discendente. Pertanto, Sofri, Moroni, Mantellini, Beggi, datemi retta, provate anche voi, o se l'avete già fatto siate più convinti: mettetevi su un ginocchio, incrociate le braccia davanti a voi ed esclamate la formula magica, senza vergogna, a pieni polmoni, fonti di energia. Nel vedervi così ridicolmente accucciati è assai probabile che la vostra prole, preoccupandosi per la vostra formazione e per la vostra crescita, decida che con le Winx è meglio lasciar perdere.
Altro che Winx… Conoscete i Cuccioli? I sei Cuccioli di Rai 2 e Gruppo Alcuni sono davvero fantastici (i miei figli li adorano!) e sono un altro esempio di cartone italiano esportato nel mondo. Lo sapevate che a gennaio 2010 esce anche il loro film al cinema? Noi non vediamo l’ora! Viva il made in Italy e viva i Cuccioli!
P.s.: Gruppo Alcuni ha anche creato Leonardo ed Eppur si Muove per Rai 2 e non sono proprio da perdere!
Chiedo a tutti voi avete mai visto le winx dello spettoacolo?io lo spettacolo non l'ho visto e mi hanno detto che è bellissimo ma le ho viste in un centro commerciale e dopo averci fatto aspettare due ore sono uscite hanno fatto due balli e chi si faceva spazio sotto il palco erano i papà perchè ballavano in perizoma e semi nude. non erano neanche tanto giovani e con i bambini non hanno per nulla interagito. questa è l'immagine winx che non vorrò mai più far vedere alla mia bambina
saluti
raffaella
A ME NON PIACCIONO TANTO LE WINX PERò CI GIOCO A VOLTE CON MIA CUGINA CHE HA SO.LAMENTE QUATTRO ANNI E QUINDI PER FARLA CONTENTA DEVO GIOCARE SEMPRE CON LEI E LE BARBI ...PERò MI ANNOIO E SI SMETTE DI GIPOCARE E SI GIOCFA A MAMME ANCHE QUEL GIOCO NON MI PIACE QUINDI ANDIAMO A F
Credo che la questione sia sempre la stessa: quello che fanno i bambini di oggi e' sempre peggio di quello che facevano quelli di ieri. e' sempre stato cosi', gli adulti in genere hanno la presunzione di credere che cio' che hanno vissuto loro era maglio. Provate a chiedere a vostra nonna se le piaceva o approvava i vostri giochi quando eravate bambini o le picevano le cose che gurdavate. Quasi sicuramente vi dira' che cio' che c'era quando era bambina lei era meglio. Un ultima cosa: credete davvero che il modello delle winx sia peggiore di quello proposto da Barbie? A me sembra sempre la stessa zuppa...
Dopo un pistolotto di venti minuti su quanto le Winx siano un modello sostanzialmente negativo per lei in quanto portatrici sane del germe zoccolionus, mia figlia, complice l'altra portatrice sana si mia moglie, è andata a rovistare in cantina e ha riempito camera sua con 1. il pupazzetto di Gundam che spara i dischetti dal petto ("nonna non ti diceva che era violento?"), 2. la macchina di Haran Banjo di Daitarn 3 che se premevi il lampeggiante tirava fuori il muso dalla punta ("mamma mi ha detto che è un chiaro simbolo fallico, io non so che significa ma ha detto che avresti capito"), 3. gli album dei calciatori dal '78 al '92 ("su questi che hai da dire?"), 4. ha preso buona parte della mia collezione de L'Uomo Ragno ed. Corno conservata in una camera iperbarica a gravità zero e ne ha aperti vari numeri con le pagine più violente in bella mostra.
Il tutto con un sorriso furbetto che nemmeno Inzagni dopo un gol in evidente fuorigioco.
E via con le Winx.
Anche a me l'immagine di te che stai su un ginocchio e gridi incantesimi ha fatto scassare dalle risate.
Per quanto riguarda le Winx: forse la parte di merchandising è diventata più preponderante del prodotto, almeno se paragonate alla Barbie dei miei tempi. Però la censura direi che è proprio sbagliata a priori.
Non ho figli, quindi magari straparlo, ma mi ricordo chiaramente che, per quanto adorassi la Barbie sin da piccola sapevo che non era vera, nè lei nè il suo mondo. Anzi il bello era proprio quello.
Tanto per iniziare siete tutti obsoleti, perchè adesso tra le bimbe va di moda Bella Sara (e se non sapete che anche le cavalle possono essere zoccole, documentatevi), e tra tutti va High School Music (provate a cercare il diario e mi saprete dire).
Le Winx le ho abbastanza frequentate (quantomeno so tutti i nomi), più sul lato merchandising che fumetti/cartoni (frequentate nel senso di opposizione all'acquisto); ma la lettura dei fumetti e storie non mi è sembrato molto diversa da l ciarpame che c'è in edicola. Ovvio, per me il punto di riferimento è ValentinaMelaVerde (ho una certa età).
Tutta la mia ammirazione va a Iginio Straffi che, dopo una serie di cartoni abbastanza brutti e sfigati, ha infilati il colpo delle Winx!
Beh, non è che il successo di un genitore si misuri da quanto riesce a far capire ai figli quanto siano "sbagliati" certi giochi (che il genitore ritiene tali, mica altro).
Voglio dire: per esempio, le Winx saranno stupide e il wrestling sarà scemo e uno lo spiega, magari invano. Il punto è che i figli finiscono per pensare con la loro testa e il risultato non sempre coincide con quanto sperato dai genitori, a quattro anni come a 14 e a 24.
Non è necessariamente un male, eh. ;)
Vedo la preoccupazione dei genitori ma la crescita di una bambina dipende da altro, penso.
Vietare le Winx, e poi? Vietare la frequentazione con amichette "più disinvolte"?
La ripetizione rassicura i bambini, anche per questo spesso vengono completamente assorbiti da qualche gioco. Poi se ne dimenticano e passano alla passione successiva
Insomma, state tranquilli: le Winx (come le Barbie) passano*.
* non sempre: mentre ero a New York mio fratello minore mi ha sfinito di e-mail perchè andassi in una determinata palestra di wrestling a chiedere informazioni su come si diventa wrestler professionista. Alla fine l'ho fatto, che altro? :)
Tranquillo Luca. Il fatto è che il corto che mi somiglia è un nonviolento (in questo caso è un'espressione political correct per dire che è un cacasotto) e il solo pensiero di simulare le gesta dei wrestler gli ha fatto passare la voglia. Diciamo che ho trovato terreno fertile.
a me quel che "disturba" delle winx è che son brutte, inguardabili, dei mostri. poi ci si lamenta se dalla villetta bifamiliare al palazzo del centro, dagli arredi alle lapidi imperversa il kitsch.
quanto al giocattolo sarà che la mia piccola preferisce le bambole che furono della mamma, sarà che non le piace giocare "alle winx" con le amichette "perché poi comandano loro" e nel caso se ne va a giocare a "lupo mangia colore" con i maschietti, sarà che ha da dir la sua anche quando gioca col fratellino col "merchandising" della johndeere o della caterpillar, sarà questo e quello, ma io son più tranquillo se la pargola si diverte con giochi imitativi più terra terra tipo scompigliare i capelli alle nonne imitando la parrucchiera, rincorrendo per casa la mamma con uno straccetto per spolverare, il papà con il tagliaerba e la ramazza, il fratello a strappare le erbacce.
oh, io la storiella che il senso del gioco è nell'imitazione e comprensione della realtà l'ho proprio bevuta.
sono anche convinto che se il bimbo/a ha padre puttaniere e madre zoccola tali saranno pure la bambola di pezza, gli omini dei lego, winnie, pimpi, il big jim, cappuccetto rosso, la sua nonnna e l'uomo ragno.
Zoro, la tua battuta finale sui capelli negli occhi è invidiabile, ma ti suggerirei di stare sul merito generale delle Winx e non sulle risibili vicende della mia famiglia: la storia del fermacapelli era un'artificio letterario, mentre i giornalini delle Winx li abbiamo ahimé. Quanto a EmmeBi, io ho un figlio maggiore a cui ho spiegato la scemenza del wrestling per due anni, totalmente invano. Ma sarò scarso io. Ciao, Luca.
Io figlie non ne ho, ma se le avessi di certo non comprerei loro le winx.
Le ruberei, e ruberei tutto il merchandising.
Altrimento cosa li ho passati a fare tutti quei pomeriggi d'infanzia a guardare Arsenio Lupin III?
A me le winx piacciono e non capisco perchè tanto odio. Ok, sentimentalismo, buonismo, ecc. Ma è per bambine, come dovrebbe essere? Inoltre è un prodotto italiano esportato in tutto il mondo, ne dovremmo essere fieri!
Il mio post nasce dalla lettura di 4 interventi più o meno affini che sintetizzati nell'immagine di Moroni che si batte contro fumetti, dvd e canzoni mi hanno dato la sensazione netta di essere al cospetto di una poco furba e imprevista ondata censoria.
Personalmente, soprattutto in virtù del fatto che sono solo 4 anni che faccio il papà e non ho precedenti "case history" di successo da vantare, se un padre si preoccupa di non saper gestire il rapporto della figlia con le Winx non si deve ritirare, anzi, lo trovo normale. Oggi le Winx, domani una squadra diversa dalla Roma, quindi il fidanzato stronzo, voglio dire, sono pronto a tutto e tutto mi preoccupa.
Tu Luca, è vero, dici che la censura è cosa inutile, e siamo d'accordo, però poi nei fatti,
com'è andata con il fermacapelli delle Winx?
Il primo istinto è stato di non comprare in cartoleria quanto richiesto da tua figlia, poi il
senso di colpa e la ricerca di un buon tema per la rubrica sull'Internazionale t'hanno portato a scandagliare eBay (io sarei tornato in cartoleria), quindi un summit con tua moglie ha bollato come "ciarpame" quanto trovato online e la scelta finale è caduta sul prodotto alternativo Winnie the Pooh (occhio, che pure con l'orsetto di merchandising ce ne è a bizzeffe).
Insomma, l'alibi della supposta scarsa qualità di quanto trovato all'asta ha di fatto privato tua figlia di un prodotto da te ideologicamente rifiutato.
Il risultato è che ora lei si sta guardando il dvd con i capelli davanti agli occhi.
Luca, sono daccordo con quel che dici e il riferimento ai terroristi era ovviamente un paradosso. Parto però dal tuo ragionamento, quando dici che il rischio è diventare vani e schiocchi emuli del sottobosco televisivo.
Non credo che la soluzione sia non comprare una cosa che tua figlia desidera (per i motivi che Zoro spiega chiaramente) bensì comprarla e, mentre giochi con lei, immetterle nella testa un minimo di spirito critico.
Ti faccio un esempio pratico: il mio corto non aveva mai visto alla tv il wrestling ma, una volta arrivato a scuola, tutti i suoi compagni parlavano solo di quello. Così un giorno mi ha chiesto di vederli alla tv e di comprare due pupazzetti in edicola. Io lho fatto, ho giocato e ho visto la tv insieme a lui, e gli ho fatto capire che quelli erano dei clown, dei buffoni, che era tutto finto ecc.. e che forse valeva la pena appassionarsi a Spiderman o altri supereroi che almeno salvano lumanità, pur nella finzione. Ora lui del wrestling se ne fotte e quando lo vede in tv cambia canale, nonostante i suoi amichetti continuino ancora a giocarci.
No no. La maturità di un genitore si evidenzia proprio nella risolutezza con cui difende l'integrità psicologica della prole dall'influenza malsana e durevole di questi fenomeni, se necessario utilizzando perfino il proprio raggio protonico.
E scusami, faccio comunque un'altra obiezione logica che mi pare sostanziale al tuo ragionamento sul "c'è di peggio", che mi pare condividano anche EmmeBi e Squonk nei loro post: mi pare lampante che l'inclinazione dei bambini a diventare terroristi o assassini sia decisamente più ridotta, improbabile e contenibile che non quella a diventare sciocchi e vani emuli del sottobosco televisivo e modaiolo. Tra i cittadini italiani, la proporzione tra i primi e i secondi mi pare per fortuna di uno a cento. L.
Bello. Io però parlavo d'altro. Intanto la questione del proibizionismo non ha a che fare con il mio pezzo: ho scritto esplicitamente che non penso che le censure siano una buona idea, in casi come questi. C'è un'inclinazione furba ad associare ogni critica a una richiesta di censura, in giro. E poi la mia non era assolutamente l'opinione di un padre preoccupato per la figlia: se un padre si preoccupa di non saper gestire il rapporto della figlia con le Winx, tanto vale che si ritiri. La mia era l'opinione di un padre preoccupato per il mondo, e per i creatori delle Winx. Ciao, Luca.
Andrea: Passano, passano, stai tranquillo. I Gormiti sono già passati, ora il corto è al picco nella transformermania.
Be quiet, e non reprimete please.
Posto che dell'autarchia dei manga non me ne può fregare di meno, che per fortuna Beatrice è attratta solo dalla parte "fatosa" e meno da quella stupido-adolescenziale, quello che mi rende le 6 metetrici in erba assolutamente insopportabili è il feroce merchandising. Non si può andare in un qualsiasi posto senza essere bersagliati dagli oggetti Winx Club. Mutande, lenzuoli, vestiti, biciclette, prodotti per l'igiene personale, cibo. Quello che non voglio è che mia figla associ l'idea che se le piace un personaggio debba per forza avere un corredo completo di oggetti monotematici. Per il resto voglio sperare che l'educazione che cerchiamo di darle le possa fornire gli strumenti per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato.
E i padri dei maschietti non facciano tanto i superiori: mai sentito parlare dei Gormiti?
Questi rigurgiti paternalistici ci sono sempre stati. Ai miei tempi (MIO DIOOO, che frase orrenda!) si puntava il dito contro i pericolosissimi cartoni giapponesi (anche qui in Giappone si faceva lo stesso), oggi si punta il dito contro le Winx, che saranno si' delle zoccole, saranno si' un prodotto orribilmente glamour e superficiale, ma hanno, lasciatemelo dire, il merito di aver ridato dignita' all'animazione made in Italy. Meglio avere le winx che comprare un prodotto dello stesso tipo (anzi magari pure piu' scadente) in Giappone, a questo punto (si', i cartoni tv giapponesi da 7-8 anni a questa parte fanno sempre piu' cagare!)
Lo ammetto... non conosco il mondo Winx se non per sentito dire, io sono ferma a Winnie The Pooh. Ma da piccola ho avuto una bambola. Era egocentrica, consumista, aveva amici solo nel senso di potenziali fidanzati (essì che un fidanzato ufficiale ce l'aveva!), le sue amiche pendevano dalle sue labbra, aveva piscine, ville in campagna, appartamenti, camper. Era una stanga con un vitino da vespa e il petto sicuramente siliconato, non aveva neanche la cellulite. Perennemente insoddisfatta, cambiava lavoro ogni mese, ma il suo ruolo preferito era quello di mantenuta e di reginetta di qualunque cosa. Questa bambola si chiamava Barbie. Non è stata lei il mio modello, ho imparato a distinguere i valori che contano da quelli meno importanti attraverso gli occhi dei miei genitori, anche se la passione per la Barbie è durata fino ai dieci anni.