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27.05.2007
La playlist giovane







C'è una cosa, il Partito Democratico, per la costituente del quale sono stati fatti 45 nomi di anziani; i giovani più fumantini si sono incazzati e capitanati da Luca Sofri hanno proposto 10 meritevoli non anziani da aggiungere al listone in quanto non anziani più che in quanto meritevoli. A questo punto, dopo che financo il Corriere della Sera ha reso popolari i nomi elencati da Sofri e ancor più popolare lo stesso Sofri, le critiche nei confronti del nuovo blogger dei giovani sono tante, ovviamente concentrate più sui nomi proposti che sulla legittimità di dover ricorrere a quote garantite per venir rappresentati. I firmatari di questo appello al momento sono oltre 200, si punta a superare i mille, e siccome questo è un paese dove tanto basta e avanza per diventare leader politici di qualcosa, è un dato di fatto che con un abile colpo Sofri abbia momentaneamente spiazzato Adinolfi e Scalfarotto dal ruolo di pifferaio delle giovani leve, inglobandoli correttamente e paraculescamente nella sua playlist più allegra, scendendo o salendo in politica in maniera decisa. [...] Adinolfi però è scafato abbastanza da accorgersi di esser finito improvvisamente in panchina, e per riprendersi il posto da titolare alla guida dell'attacco dei giovini, ha deciso proprio oggi di rinunciare alla pretesa di quote anagrafiche ( da lui proposte esattamente un anno fa) mettendo al vaglio delle prossime primarie le potenzialità dei giovani democratici, che prenderanno quel che valgono e se non valgono un cazzo si metteranno l'anima in pace (ed è questa la posizione che più condivido).
Detto ciò, le critiche fatte a Sofri sui nomi proposti sono per buona parte ingenue e pretestuose. Ho conosciuto Adinolfi in un contesto pubblico, dopo aver preso la parola per dire a lui e ai convenuti al varo di Generazione U che prevedere quote giovani e quote blog nel nascituro PD mi sembrava una stronzata ( qui cronaca e video di quel giorno). In quanto unico presente a sostenere questa tesi mi ritrovai il giorno dopo a dibattere in quel di Nessuno tv con lo stesso Adinolfi, vestendo le spoglie del giovane (alla mia età) contrario alle quote giovani. Adinolfi lo conobbi così e da allora i rapporti con lui sono rimasti più che cordiali e appena posso lo prendo per il culo come è fisiologico che faccia un ex figicciotto come me nei confronti di uno che ha dato corpo all'ossimoro di essere stato giovane e democristiano come lui. Adinolfi, contrariamente a me e a tanti altri, fa politica attiva tutti i giorni e nel momento in cui qualcuno fa la playlist giovane e democratica è corretto che inserisca il suo nome. Rientrando anagraficamente nei criteri di rappresentanza individuati, è altrettanto giusto che nella lista finisca il nome di Gianni Cuperlo, mio ultimo segretario nazionale, ed è inevitabile che trovi spazio anche Ivan Scalfarotto, giovane che in quanto tale si è proposto per primo nelle primarie dei vecchi, rimediando ceffoni e scafette come si conviene ad ogni pischello che esordisce con i grandi. Ecco, i giovani che fanno politica in Italia in maniera visibile e notiziabile al momento sono questi e gli altri presenti nella playlist, quindi Sofri ha fatto bene a proporli; se volevate stare al posto loro potevate pensarci prima a farvi vedere, a farvi conoscere, a riempire lacune. Non tutto è perduto però. Nella playlist di Sofri c'è anche Pierluigi Diaco, che è il motivo che ha fatto saltare la mosca al naso di tanti e che è il primo nome che probabilmente Sofri ha pensato di mettere, che sennò di quest'iniziativa ne avrebbe parlato la metà della gente (blogosfera, media, ecc.). Va da sé che se c'è Diaco, tutto quello che ho detto fin qui non conta più, per stare nella lista non bisogna avere curricula ad hoc, non è richiesta coerenza né appartenenza politica, è sufficiente evocare, provocare, essere funzionali alla causa in qualche modo. Insomma, i giochi sono clamorosamente aperti. Personalmente aborro le quote rappresentative di qualsiasi cosa, delle donne come dei giovani, dei blogger come dei mancini, dei gay come dei rosci e così via, ma il criterio ormai è passato, la via è stata tracciata, tocca partecipare e proporre in maniera costruttiva che poi Sofri ti dice che lui si sporca le mani e tu no, e ci mancherebbe solo questa.
Pertanto, più o meno plausibili e integrabili in qualsiasi momento, ecco le mie 7 proposte per un giovane Partito Democratico:
- Roberto Saviano (1979): ha fatto più politica lui con un libro che tutte le componenti del Partito Democratico da quando si parla di Partito Democratico. Non sembra, ma è giovanissimo.
- Walter Nudo (1970): dal mondo dei reality ci vuole qualcuno e lui è stato il concorrente (vincitore) più politico e di sinistra che reality ricordi. Ed è più bello di Adinolfi.
- Francesco Totti (1976): con i seggi delle comunali aperti andò in visita al Veltroni malato, spiazzando l'elettorato fascio di curva, spostando voti concretamente. Purtroppo sta sul cazzo a Sofri, che potrebbe opporsi.
- Antonio Sofi (1975): ci vuole un blogger, ma soprattutto uno che ne capisca di blog, media e politica. In Italia nel genere è il migliore, qualcuno prima o poi lo deve dire. E poi ha una bella faccia pulita. Potrebbe nuocergli la quasi omonimia con il leader Sofri e il conseguente sospetto di nepotismo.
- Prof. di Monteroni (intorno al 1967): conosce i problemi della scuola, con l'età è borderline (si parla di lei solo come quarantenne, quindi dovrebbe rientrarci), ma con i fatti è l'idolo delle nuove generazioni e siccome non bisogna garantire solo i giovani di oggi ma anche quelli di domani, nessuno meglio di lei.
- Le Winx (2004): meglio della prof. di Monteroni ci sono solo queste; sono donne, sono giovani, hanno poteri magici, una è pure meticcia, insomma, quote su quote garantite, e le giovanissime le voterebbero ovunque.
- Aborigena (1969): quote trans e giovani in unico nome, non ha più la barba che la connotava come troppo di sinistra, quindi per il PD va benissimo.
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